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Il talento di mr. Ripley - Patricia Highsmith

Il telento di mr. Ripley
Paticia Highsmith
Indugiavo sulla decisione di scrivere o meno una mio parere su Il talento di mr. Ripley della Highsmith in quanto non mi sembrava di poter aggiungere altro ai molteplici pareri che ha suscitato, soprattutto dopo la realizzazione del film ad esso ispirato. Ma l'impressione, positiva oltre ogni mia aspettativa, mi a ha spinto a esternare qualche pensiero. Come già dicevo ha ispirato un film che ha riscosso un certo successo, ma che personalmente ho trovato più debole rispetto al romanzo, sebbene ben interpretato. Non sono avvezzo alla lettura di gialli e noir, ma spero, senza presunzione,  di poterne riconoscere il valore quando me ne capita, e dal basso della mia competenza sono felice di aver scoperto solo ora il principio di una serie, quella dedicata  mr. Ripley appunto, che ha attirato completamente la mia attenzione e che sono ansioso di poter continuare. Questo primo capitolo presenta una trama ben architettata, che inganna il lettore presentando inizialmente un contesto pacato, placido, che scivola anche nel bucolico nei primi capitoli. La suspanse ha un'improvvisa impennata dopo il primo quarto, e da quel momento in poi si è intrappolati in una lettura di cui non si può più fare a meno. I colpi di scena sono ben equilibrati e organizzati tanto da mozzare il fiato al momento appropriato. Come ogni buon noir, la prosa è asciutta, non si perde in inutili descrizioni o introspezioni, anche se il profilo psicologico dei personaggi, il protagonista su tutti, viene ben delineato. Un romanzo che credo non abbia nessuna pretesa moralistica, ma che dona un interessante e alternativo punto di osservazione. Nell'atavica contrapposizione fra bene e male, in questo romanzo i confini fra i due vengono sfumati, si perdono nel dubbio che le azioni non siano completamente errate, e in tale contesto il vecchio adagio "il crimine non paga" viene meno.

"Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve" Jonas Jonasson

jonas jonasson
"Il centenario che saltò
dalla finestra e scomparve"
Jonas Jonasson
Bompiani Editore
€ 17,90
Un centenario, un ladro professionista, una donna dai capelli rossi, un gestore di un chiostro con una vasta cultura, un capo di giovani criminali, un pastore tedesco ed un elefante (sì sì, un elefante). Questi sono i personaggi che formano un'insolita banda di fuggiaschi. Un titolo ed una copertina che preparano ad un romanzo divertente ed umoristico. In effetti di humor ce n'è tanto, ma con mia grande sorpresa non è l'unica componente de Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve. Jonas Jonasson, usando un espediente non nuovo, quello della comicità, ma di sicuro successo, mette insieme una storia conivolgente per niente fine a se stessa.

Allan Karlsson compie cento anni. La casa di riposo presso cui è ricoverato organizza una festa per l'occasione. Ma i piani di Allan sono altri. Armato di bastone e pantofole scappa di nascosto dalla finestra per recarsi alla stazione degli autobus. Da qui l'inizio di un' avventura ricca di equivoci e coincidenze spassose. Allan non rimane solo nella sua fuga, ma si aggiungono altri insoliti ed egualmente simpatici amici. Oltre alle vicende dell'allegra brigata, si verrà a parte del passato, ricco di viaggi e conoscenze "importanti", di Allan, e si giustificherà l'atto coraggioso compiuto dal centenario.

A differenza di tanti libri divertenti e ricchi di humor, questo racconto non si limita a strappare qualche sorriso (forse anche più di qualche), ma, leggendo delle vicende del centenario sin dalla nascita, si ripercorre un'intero secolo di storia mondiale, dall'imporsi del generale Franco in Spagna alla morte di Roosevelt, dall'avvento di Stalin alla bomba atomica, rivisti in chiave ironica. Il nostro Forrest Gump letterario, sebbene Allan non abbia nessun deficit intellettivo, è ben caratterizzato e approfondito, tanto da non trovare alcuna difficoltà nell'affezionarci all'arzillo nonnetto. La trama, in cui sono assenti punti morti, scorre ad un ritmo che risulta accattivante e coinvolgente. Le alternanze fra la vicenda del gruppo di fuggiaschi e i ricordi del passato di Allan sono ben organizzate così da non perdere il filo delle storie parallele. Uno stile fresco, frizzante è quello di Jonasson, che in questo romanzo ci fa capire, con il sorriso sulle labbra, che non è mai troppo tardi. Arrendersi alla vita, idea che non accarezza il protagonista, è un preludio alla morte ed è il messaggio che questo racconto vuole comunicarci. Qualsiasi azione commessa in passato, qualsiasi età si possa avere, qualsiasi cultura o reputazione possiamo portarci dietro, l'importante è guardare avanti e prendere la vita con la necessaria leggerezza. Se si vuole passare dei bei momenti in allegria, senza che la qualità delle letture ne risenta, Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve è la lettura giusta.