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L'uomo invisibile - H.G. Wells

"Perché scrivere un post su L'uomo invisibile?" Si chiederà chi,  casualmente o di proposito, si ritroverà su questa pagina. Mi è capitato, durante la lettura di questo racconto, di leggere in merito al personaggio dell'uomo invisibile e di trovare riferimenti al film del '33 e del suo poco riuscito remake L'uomo senza ombra del 2000 senza un minimo accenno al racconto da cui è stato tratto. Dunque è sorto il dubbio che le nuove generazioni ignorino l'esistenza di questo capolavoro, nonché capostipite della fantascienza moderna.
Il mio approccio con Wells è iniziato già tempo fa quando la curiosità mi ha spinto a procurarmi altri due classici, La macchina del tempo e L'isola del dott. Moreau, e scoprirne quindi il suo genio. L'idea che il suo lavoro rischi di passare inosservato o, ancor peggio, dimenticato, è stata la forza motivante per poter esprimere il mio parere in merito.
Wells costruisce magistralmente il suo personaggio, mettendo su tratti della  personalità ben precisi e delineati, coerenti per tutto il racconto, e la trama, per quanto lineare e semplice,  ci conduce ad un crescendo di angoscia e pathos, che troverà il culmine nel suo epilogo.
Perché dunque leggere l'uomo invisibile? Perché l'invisibilità del protagonista è un pretesto per evidenziare l'incapacità dell'uomo nell'accettare il diverso e l'incompreso, e risulta essere uno specchio, con ben più di un secolo di anticipo, dei nostri giorni.

"Il gattopardo" Giuseppe Tomasi di Lampedusa

"Il gattopardo"
Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Universale Economica Feltrinelli
Edizioni
€ 6,20
Capisco che molti dei lettori avranno avuto modo di leggerlo tempo fa, in remote epoche scolastiche, oppure ci sono coloro che, ancora ridenti studenti, ne tentano il primo approccio. Io non ho avuto la fortunata opportunità di avere professori che me l'hanno consigliato (i miei professori non mi hanno mai dato uno straccio di consiglio letterario, ma lasciamo perdere) e dunque mi sono ridotto a leggerlo alla soglia dei 34 anni. Vincitore del premio Strega nel '59, era il tredicesimo anno dalla nascita di questo riconoscimento, "Il Gattopardo", unico scritto di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, scomparso due anni prima della pubblicazione, è un classico della letteratura italiana, sebbene di relativa giovane nascita. Ad incrementare ulteriormente la fama , già a livello mondiale in seguito alla traduzione in molte lingue, è stata la trasposizione cinematografica, da cui è stata tratta la copertina di questa edizione, già capolavoro della cinematografia mondiale, diretta da Luchino Visconti e il cui cast stellare comprende Burt Lancaster, Claudia Cardinale e Alain Delon. Il film meriterebbe un articolo a parte, ma parliamo ora del libro.

Un momento storico decisivo per l'Italia. È il tramonto della dinastia borbonica e il principio della nascita dell'Italia unificata. Il principe Fabrizio Salina vive il cambiamento, dalla sua Sicilia, molto da vicino. Il declino della nobiltà inizia con il fidanzamento del nipote Tancredi con la bellissima, ma provinciale e di umili origini, Angelica.

Tomasi di Lampedusa ha sapientemente tracciato i contorni di una trasformazione, della Sicilia e di riflesso di tutta la nazione, che segna un capitolo importante della nostra storia. Il ritratto della Sicilia è vero, tangibile sia nei tratti paesaggistici che nel delineare le personalità, la gente, i siciliani. Un romanzo storico, ma non solo. La prosa del Tomasi è profonda ed esemplare. Il ricco linguaggio è un'evidente conseguenza delle sue abitudini letterarie intense, assecondate da una personalità chiusa, taciturna e solitaria. Un classico che ha ragione nell'essere definito tale. Una lettura che va affrontata non solo per avere un quadro storico italiano più dettagliato, ma anche per imparare a riconoscere e distinguere in vero scrittore da un presunto scribacchino. Differenza che negli ultimi anni non sempre è stata notata. Ricordiamoci che la fama non fa lo scrittore. Mi fermo qui, perché aggiungere altro non farebbe che screditare l'opera. Buona lettura

"La leggenda del santo bevitore Fuga senza fine" Joseph Roth

Joseph Roth
"La leggenda del santo bevitore
Fuga senza fine"
Joseph Roth
Classici senza tempo
Newton Compton Edizioni
€ 4,50

È sempre un piacere conoscere un nuovo autore, se poi l'autore è anche eccellente diventa una vera gioia. Personalmente questo è stato il caso di Joseph Roth, autore galiziano che in questi due racconti ci ha deliziato con la sua capacità narrativa...

"L'ammazzatoio" Émile Zola

Émile Zola
"L'ammazzatoio"
Émile Zola
Biblioteca Economica Newton
Sarebbe inutile parlare dello stile e del talento di Zola. Molti hanno imparato ad amarlo, o ad odiarlo, a scuola, o ne hanno sentito parlare talmente tante volte da non riuscire più a provare interesse per questo autore. Personalmente l'ho amato da subito, sin da quando giovanissimo lessi Nanà, seguito insieme a Germinale de L'ammazzaoio...

"Il conte di Montecristo" Alexandre Dumas

Alexandre Dumas
"Il conte di Montecristo"
Alexandre Dumas
Superbur classici edizioni
€ 12,90
Cosa fa de "Il conte di Montecristo" il mio libro preferito in assoluto? Dando per scontato l'eccezionale prova che ci da Dumas padre di un prosa ineccepibile, l'intreccio della trama lascia trasparire un'attenzione ai particolari, una fantasia e una genialità sconfinati...

"Il barone di Münchhausen" Rudolf Erich Raspe



 Ispirato dagli stessi racconti fantastici delle vicende del barone di Münchhausen, personaggio realmente esistito nel '700, "Il barone di Münchhausen" di Raspe è una raccolta delle avventure poco credibili, ma molto fantasiose, di un barone che nei suoi lunghi viaggi incontra strane creature...