Difficile riuscire a riassumere un libro non solo complesso, ma che richiede una conoscenza basilare del mondo dickiano...
Ritroveremo i precog, già conosciuti nel racconto "Rapporto di minoranza", una sorta di mutanti capaci di prevedere ma di non modificare il futuro, ritroveremo anche il Moratorium Diletti Fratelli di Herbert Schoenheit von Vogelsang già incontrato nel racconto "Quel che dicono i morti" e dove verrà ampliato e approfondito lo stato di semivita già accennato nel racconto stesso, stato che diventerà il perno centrale di tutto il libro.
Il racconto inizia con la conoscenza di
Glen Runciter, capo di un'organizzazione che offre come servizio la
preservazione della privacy grazie ad un gruppo di inerziali, individui
capaci di contrastare le capacità dei precog e dai telepati.
Chiamati per un'intervento su Luna, undici di loro saranno vittime di un agguato dove Runciter stesso sembra rimanerne ucciso. Al ritorno sulla Terra, il gruppo si renderà conto che l'incidente in qualche modo sta cambiando radicalmente la realtà che li circonda e un mosterioso prodotto, l'Ubik, sembra poterli rendere immuni al cambiamento.
Chiamati per un'intervento su Luna, undici di loro saranno vittime di un agguato dove Runciter stesso sembra rimanerne ucciso. Al ritorno sulla Terra, il gruppo si renderà conto che l'incidente in qualche modo sta cambiando radicalmente la realtà che li circonda e un mosterioso prodotto, l'Ubik, sembra poterli rendere immuni al cambiamento.
La
trama del racconto, ancora una volta sapientemente intessuta, ricorda
le complesse trame di film di successo quali "Matrix" e "Inception",
dove realtà ideale e realtà sensibile di fondono e si confondono e
riuscire a capire quando ci si trova nell'una e nell'altra diventa
complesso. Abbandonate le atmosfere apocalittiche e cupe, ci si
immergerà nel mistero più fitto che si dipanerà lentamente, ma non
troverà una risoluzione definitiva.
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